Parla Weidmann!

Di seguito tradotti alcuni passaggi del discorso del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, tenutosi alla cerimonia per la consegna del premio Wolfram Engels il 28 marzo 2014.

Precedentemente all’unione monetaria, la speranza fu quella che i mercati finanziari esercitassero un effetto disciplinante sulla politica fiscale dei paesi aderenti. Ci si aspettava che l’esclusione della responsabilità reciproca (mutual liability) portasse gli investitori a domandare un premio al rischio adeguato sui titoli di stato, il che avrebbe reso l’indebitamento pubblico assai più costoso.

Questa aspettativa, però, non si è avverata. Al contrario, l’eccezionale convergenza dei tassi d’interesse, avvenuta persino prima dell’unione monetaria, permise a quei paesi con alti tassi d’interesse a indebitarsi in modo più favorevole.

[…] Accadde così che i bassi tassi d’interesse permisero a grandi flussi di capitale di confluire nei paesi della periferia della zona euro, che però non furono utilizzati in maniera profittevole. Il fatto che i salari siano aumentati più della produttività, inoltre, ha messo a dura prova la competitività di quelle economie. A conti fatti, il debito pubblico e/o privato crebbe fortemente, mentre il conto delle partite correnti si deteriorò.

Ciò fu terreno fertile per la crisi debitoria della zona euro, che inizio nel 2010, dopo la crisi finanziaria ed economica globale.

Come fare quindi, si chiede Weidmann, a rafforzare questo principio di responsabilità reciproca (mutual liability)?

Rafforzare la responsabilità reciproca vuol dire essenzialmente che sia i governi che le banche dovranno continuare a prendersi le proprie responsabilità come conseguenza delle loro azioni. Ciò implica che i cittadini sono in primo luogo i responsabili per le finanze pubbliche del paese in questione, e, in secondo luogo, gli investitori sosterranno le conseguenze delle loro decisioni di investimento.

Io credo, ad esempio, che in un quadro europeo basato sulla responsabilità individuale di ogni singola nazione, si debba prima ripiegare sui contribuenti del paese colpito da un’eccezionale emergenza finanziaria, dal momento che alti debiti pubblici sono spesso associati a un alto tasso di ricchezza privata.

Punti chiave:

• Weidmann spiega che il cambio fisso serviva a disciplinare i singoli paesi, anche se con scarso successo.

• Weidmann spiega come i bassi tassi d’interesse abbiano provocato l’esplosione del debito pubblico e/o privato (quell’e/o è fantastico), con buona pace di quelli der dividendo dell’euro, secondo cui i tassi bassi ci avrebbero favorito.

• Weidmann spiega come la convergenza dei tassi sia avvenuta addirittura prima dell’unione monetaria, con buona pace (ancora) di quelli der dividendo dell’euro. Un dividendo non c’è stato, e se c’è stato, fu dannoso (vedi punto precedente).

• Weidmann spiega che i cittadini sono responsabili per le finanze pubbliche del loro paese, e che quindi devono cacciare i soldi quando lo stato è sotto stress finanziario.

• Weidmann spiega che la misura di cui sopra va specialmente presa nei casi di alto debito pubblico e consistente ricchezza privata (vedi alla voce Italia).

Cari piddini, in poche parole Weidmann ha smontato qualche vostra favola, ha dimostrato l’aspetto fascista dell’unione monetaria (cambio fisso disciplinante) e vi ha messo a 90 suggerendo di prelevare parte dei vostri risparmi. Che facciamo, aspettiamo il cetriolo o ci svegliamo?

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