FMI alla Francia: “Moderare Salari e Tagliare Welfare”

Pochi giorni dopo l’illuminante report sulla Spagna, che ha evidenziato chiaramente cosa voglia dire per le nazioni in crisi rimanere nell’euro (tagli salariali e deflazione), ecco che il Fondo Monetario Internazionale si dedica alla Francia.

Anche in questo caso, la diagnosi non è confortante: stagnazione e crescita della disoccupazione per tutto il 2014. Come migliorare le prospettive del paese, secondo il FMI? La risposta è sempre quella: tagli alla spesa per il welfare e moderazione salariale. Vediamo in dettaglio le raccomandazioni fatte.

19. Diagnosi: nonostante il trend della produttività in Francia mostri un declino a partire dagli anni ’90, i salari reali sono stati sostenuti, a scapito della quota di reddito destinata ai profitti. Questa deviazione della distribuzione del valore aggiunto ha aiutato a mantenere i consumi interni, ma ha anche indebolito nel tempo la capacità delle aziende di innovare e rimanere competitive nei mercati internazionali. Inoltre, l’esteso sistema di assicurazione sociale e di ridistribuzione (welfare, ndr), che ha contribuito a dare all’economia francese una buona resistenza agli shock, è diventato sempre più difficile da mantenere, dal momento che la base di reddito che la finanziava ha perso la sua spinta propulsiva.

A questo punto, potremmo già tirare le conclusioni. Ma andiamo avanti.

Il fondo raccomanda inizialmente una cosa sensata: rilassare il ritmo dell’austerità per rientrare negli assurdi parametri di Maastricht (ovviamente loro non si esprimono in questo modo), e agire attraverso tagli alla spesa piuttosto che all’imposizione di nuove tasse. Ok, ci sta.

Ma quando si inizia a parlare di riforme strutturali, si ricade nel solito mantra: “PIÙ FLESSIBILITÀ!!!”

Frasi presenti nel report, come “chiudere il gap tra costi di produzione e  produttività” e “rimuovere le rigidità nel mercato del lavoro” ci suonano ormai familiari, e vogliono dire una sola cosa: moderare gli stipendi per recuperare competitività. Competitività de che? Quella sui mercati internazionali, ovviamente, perché la ricetta ricorrente la conosciamo: esportare, esportare, esportare. Una nazione è bella, brava ed efficiente se esporta. Questa, ovviamente, è la follia irrealizzabile chiamata mercantilismo.

Ecco il passaggio cruciale: “per chiudere il gap tra salari e produttività, un aggiustamento dei salari potrebbe essere necessario”. Chiaro e limpido. E, sempre per chiudere questo gap, viene raccomandato un temporaneo congelamento del salario minimo.

Infine, ecco un interessante accoppiata di grafici:

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Ecco l’andamento dei costi del lavoro in Germania, Francia, Italia e Spagna. Dal 2010 a oggi, il trend italiano e quello spagnolo sono andati calando, mentre quelli di Francia e Germania crescono. Nel grafico a destra, si può vedere come i salari italiani siano già al di sotto del livello franco-tedesco, ma più alti di quelli spagnoli. Insomma, il processo di moderazione salariale va avanti inesorabile anche nel nostro paese: fattore fisiologico quando la disoccupazione è alta. Il punto, però, è questo: dato che la disoccupazione rimarrà alta per anni e anni (a meno che l’euro esploderà relativamente presto, cosa altamente probabile), l’Europa vivrà nella piacevolissima situazione in cui i salari calano, la domanda interna viene abbattuta, verrà a crearsi deflazione, la quale aggraverà ulteriormente il peso del debito, fatto che chiamerà nuova austerità, e via dicendo.

Questo, amici miei, vuol dire far parte dell’eurolandia. Enjoy!

 

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Un pensiero su “FMI alla Francia: “Moderare Salari e Tagliare Welfare”

  1. Ricetta, dura e sgradevole (meglio alzare la produttività che calare i salari).Ma attendo di sapere quali sono gli esempi di crescita economica nella storia ottenuti attraverso la redistribuzione del reddito. Mi viene in mente solo il Venezuela di Chávez, ma la crescita e’ semplicemente dovuta al boom delle materie prime (il petrolio in particolare). Dall’alba del capitalismo vale sempre la vecchia regola: la ricchezza PRIMA si crea, POI si distribuisce.

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